Ferrara e il Giappone: un anniversario di solidarietà per il terremoto

Domenica 11 Marzo, ricorre il primo anniversario del terremoto e dello tsunami che hanno colpito il Giappone. Anche Ferrara vuole ricordare questa tragica ricorrenza con un’iniziativa di speranza.

Dalle 10 alle 17 di domenica, davanti alla Libreria Melbook, gli studenti giapponesi residenti in città organizzano un banchetto nel quale doneranno ideogrammi e caricature in cambio di un’offerta per le popolazioni colpite.

L’idea è venuta a Hyroki Yamada, giovane architetto, in città per frequentare il master Ecopolis in Politiche Ambientali e Territoriali Per la Sostenibilità e Sviluppo Locale della Facoltà di Economia.

Durante l’emergenza Hyroki è partito come volontario per prestare soccorso alle zone distrutte.

A malincuore ha poi lasciato il suo paese, con la volontà di approfondire la sua formazione e  successivamente tornare per lavorare alla ricostruzione.

Le offerte che verranno raccolte domenica, serviranno a finanziare gli incontri di urbanistica partecipata che un team di architetti sta organizzando in Giappone al fine di ripensare assieme ai cittadini un nuovo modo di costruire che scongiuri ulteriori disastri.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’associazione ferrarese Oltre Confine, da anni impegnata per la difesa dei diritti umani.

Ospitalità bimbi saharawi estate 2012: servono volontari!

L’associazione Oltre|Confine è nata nel 2002 per promuovere iniziative concrete per la difesa dei diritti dell’uomo e dei popoli. Oltre|Confine è una associazione  ARCI che opera a Ferrara guardando al mondo.

In città ha contribuito ad organizzare il Festival dei Diritti, numerosi incontri pubblici e nelle scuole sui desaparecidos argentini, gli indigeni zapatisti messicani e sui profughi saharawi. Ha sostenuto il patto di solidarietà tra il Comune di Migliaro e quello di San Andres in Chiapas Messico. Ha promosso  il gemellaggio tra il Liceo Classico Ariosto e il Colegio Nacional di Buoneos Aires.
Da più di dieci anni organizza l’accoglienza nella nostra città di decine di bambini saharawi, rifugiati nei campi profughi algerini, per permettere loro di vivere un periodo di vacanza lontani dal caldo del deserto e conoscere il nostro territorio.

Una delegazione di bambini verrà ospitata anche questa estate, nel mese di agosto. Se sei interessato a partecipare a questa meravigliosa esperienza come volontario, contattaci:

OLTRECONFINE ONLUS
Associazione per i diritti
Via Cittadella 18/a | Ferrara | tel. 0532/241419
info@oltreconfine.info
www.oltreconfine.info

Circo inzir al circolo Bolognesi il 10 Febbraio

 

Città di Ferrara
ArterEco – El Ouali

Venerdì 10 febbraio
ore 21,00

Ferrara, Circolo Bolognesi
P.tta San Nicolò
(ingresso gratuito riservato soci arci)

Un grande cabaret di Circo per sostenere un grande viaggio nel deserto.

Circo inzir: Bologna-Tindouf
Una carovana per la pace e la libertà del Sahara occidentale

Entrata Libera

Novembre, tre iniziative per non dimenticare il popolo saharawi

La Funzione Pubblica della CGIL – assieme ad altre associazioni ed organizzazioni locali – e con il patrocinio del Comune di Ferrara sta organizzando una serie di incontri sul popolo Saharawi da tenersi per il mese di Novembre.

Martedi 8 Novembre 2011 – dalle h. 14,30 alle h. 21,00
Piazza Trento e Trieste, Ferrara
“I saharawi in piazza”
Sarà allestita una vera tenda saharawi dove poter degustare il tè alla menta e fare un viaggio virtuale attraverso le foto Con gli occhi dei saharawi che raccontano la storia e la condizione degli abitanti dei campi profughi saharawi. Verrà presentato il prossimo campo di volontariato a Smara e Daklha che Nexus e Yoda organizzano nel mese di gennaio 2012 nell’ambito del progetto “Formazione professionale, attività generatrici di reddito ed integrazione disabili per i giovani saharawi” e “Diamo un taglio all’esclusione” cofinanziati dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia di Modena.

Mercoledi 23 Novembre 2011 – h. 20:00
presso il circolo Arci Bolognesi, Piazzetta san Nicolò 6, Ferrara
Proiezione del docu film
1514: Le nuvole non si fermano
di Carlotta Piccinini
La visione sarà preceduta da un incontro con Salka Hamdi e Omar Mih (Fronte Polisario)

Domenica 27 Novembre 2011 – h. 13,00
presso la sede Anpi di Barco – Pontelagoscuro, via Bentivoglio 83, Ferrara
Il gusto del deserto: pranzo saharawi. A seguire il concerto di “irumAmuri”
Per prenotazioni chiamare il 3487510147 entro il 23 Novembre

Quando hanno aperto la cella

Arci di Ferrara
CGIL
La Società della Ragione

con il Patrocinio del Comune di Ferrara

Mercoledì 29 giugno – ore 18
Mel Book Store
Piazza Trento e Trieste
Palazzo San Crispino
Sala dell’Oratorio

Paolo Boldrini, Direttore de La Nuova Ferrara
insieme a
Rudra Bianzino
Ilaria Cucchi
Patrizia Moretti
Lucia Uva

presentano il volume edito da il Saggiatore
Quando hanno aperto la cella

Saranno presenti gli autori
Luigi Manconi e
Valentina Calderone

Letture di Fabio Mangolini

Quelle foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella maschera di ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori dall’orbita. Quella morte di Federico Aldrovandi, quel giovane riverso a terra, le mani ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla di Giuseppe Uva, dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle sue foto col pannolone da adulto incontinente, imbrattato di sangue. Quelle facce gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre storie, rimaste ignote, oppure richiamate da un trafiletto di giornale, e già dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si muore durante un arresto, una manifestazione in piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c’è un’altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. Quando hanno aperto la cella ce lo racconta. Luigi Manconi e Valentina Calderone ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone – spesso giovani – che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto.

iniziativa nell’ambito del Festival dei Diritti 2011
sostenuto da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna

(via fioreblog)

Doc in Tour per i Diritti

Quest’anno la rassegna itinerante di documentari prodotti in Emilia – Romagna, giunta alla sua quinta edizione, nella sua tappa ferrarese è realizzata in collaborazione con l’associazione per i diritti Oltre Confine ed inserita nell’ambito del Festival dei Diritti.
Un’unica data, martedì 19 Aprile alle 21, presso la Sala Boldini per i tre documentari in proiezione: ad accomunarli, le tematiche sociali di cui si occupano.
Le nuvole non si fermano di Carlotta Piccinini, racconta la lotta per l’autodeterminazione del popolo Saharawi attraverso lo sguardo di una giovane donna; Il tempo delle arance di Nicola Angrisano riporta l’esperienza di un gruppo di videomakers che a Rosarno ha raccolto le ragioni della ribellione degli immigrati; Radio Sahar di Valentina Monti documenta la storia di una giovane giornalista che fonda una radio FM comunitaria alla caduta del regime talebano.

Oltre Confine da dieci anni sostiene la causa del popolo Saharawi costretto all’esilio nel deserto algerino, in particolare ospitando ogni estate un gruppo di bambini nella nostra città. Per questo l’associazione ha voluto promuovere la serata di documentari che si apre proprio con una testimonianza sulla realtà dei campi profughi.

Per informazioni Sala Boldini, telefono 0532 247050.
Il programma completo della tappa ferrarese della manifestazione è consultabile sul sito www.arciferrara.org.
Il sito ufficiale di Doc in Tour è www.docintour.eu, dove sono presenti anche le sinossi approfondite dei documentari.

Doc in Tour è promosso da: Regione Emilia – Romagna, FICE Emilia – Romagna (Federazione Italiana Cinema d’Essai), Cineteca di Bologna e D.E-R (Associazione dei Documentaristi dell’Emilia – Romagna).

Attacco da parte delle forze di polizia marocchine all’accampamento Saharawi nel Sahara Occidentale

foto_polisarioNel silenzio della comunità internazionale il popolo Saharawi sta subendo una nuova violenta aggressione da parte del governo marocchino, aggressione che rischia di mettere in discussione il già molto precario piano di pace delle Nazioni Unite. I Saharawi da più di 30 anni lottano per il proprio diritto all’autodeterminazione. Dal 1976 una parte di questo popolo è costretto a vivere in esilio nel deserto algerino, in condizioni drammatiche. La nostra associazione ha ospitato ogni estate negli ultimi undici anni alcuni bambini Saharawi, per favorire l’incontro con i bambini italiani e per mantenere alta l’attenzione sulla difficile vita dei rifugiati nei campi profughi. I Saharawi rimasti nel Sahara Occidentale, costretti sotto un’occupazione da parte del Regno del Marocco che sta nuovamente facendosi repressiva, vivono in una condizione ancor più difficile. Il popolo Saharawi ha scelto, dal 1991, la via della trattativa, riponendo la propria fiducia nel processo di pace dell’ONU che doveva culminare in un referendum sull’autodeterminazione che ancora non ha avuto luogo. La scelta di questo popolo di non utilizzare il terrorismo per le proprie rivendicazioni ha paradossalmente occultato la sua giusta lotta. Nelle scorse settimane circa 20.000 Saharawi si erano accampati presso El Laioun, la capitale del Sahara occidentale occupato, per protestare contro la politica del governo marocchino. E’ notizia delle scorse ore che l’accampamento è stato assaltato e distrutto dalla polizia e da alcune bande armate e che numerosi sono stati i morti, i feriti, i dispersi. Le notizie sono confuse e frammentarie poiché a nessuna organizzazione indipendente, a nessun giornalista è permesso di entrare nel Sahara occidentale occupato. Già nelle scorse settimane le autorità marocchine erano state fortemente messe in discussione per la morte di un bambino Saharawi durante alcune proteste. La situazione rischia nuovamente di esplodere e la repressione nei confronti dei Saharawi di farsi ancora più dura. Per questo crediamo che le organizzazioni internazionali, lo Stato italiano e l’Unione Europea debbano far sentire la propria voce, chiedendo al Regno del Marocco di far cessare immediatamente le violenze nei confronti dei Saharawi, di rispettare le risoluzioni dell’ONU e di far svolgere finalmente il referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi. Chiediamo al Comune e alla Provincia di Ferrara – che hanno stretto negli anni scorsi un patto di amicizia con una delle provincie della Repubblica Araba Saharawi Democratica in esilio – di chiedere al nostro governo di intervenire pretendendo il rispetto dei diritti umani e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Associazione Oltreconfine – Ferrara

Assemblea di Oltreconfine il 31 maggio

Ciao a tutti,

è convocata l’assemblea di Oltreconfine il giorno 31 maggio 2010 alle
ore 21.00 presso l’ARCI di Ferrara, Contrada della Rosa 14, in seconda
convocazione.

L’O.d.G. sarà il seguente:

1) Approvazione del bilancio 2009
2) Accoglienza Saharawi
3) Eventuale collaborazione con l’Associazione Casa degli Angeli di Daniele
4) Varie ed eventuali.

Vista l’importanza dei punti all’ordine del giorno, spero riuscirete
ad essere presenti.

Ciao e grazie

Pietro Pinna

La Storia di Aldo Bianzino

Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre 2007 vengono arrestati con l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, Roberta viene condotta in cella con altre donne, Aldo in isolamento. Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15 la polizia penitenziaria trova Aldo agonizzante che poco dopo muore. Di infarto secondo le prime “indiscrezioni”. Nonostante l’autopsia riveli una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello l’inchiesta sulla morte di Aldo è stata archiviata. “Cause naturali in seguito ad aneurisma” viene scritto nella sentenza. Aldo Bianzino è morto da più di due anni, Roberta si è spenta pochi mesi dopo.
In vista dell’udienza per la riapertura del caso Bianzino, che si terrà a Perugia il 28 giugno 2010 Arci e Forum Droghe di Ferrara organizzano un incontro pubblico insieme ai figli di Aldo Bianzino per mantenere alta l’attenzione su questa tragica vicenda.


Arci Ferrara | Forum Droghe Ferrara

Giovedì 22 aprile 2010 | ore 18
Cafè de la Paix | P.tta Corelli 24 | Ferrara
La storia di Aldo Bianzino
Che cosa succede nelle carceri italiane?

Incontro pubblico con:
Elia e Rudra Bianzino
Franco Corleone Forum Droghe
Fabio Anselmo Avvocato

presenta Marco Zavagli Giornalista

in collaborazione con fuoriluogo.it e Cafè de la Paix.

Scarica la cartolina: bianzino.pdf (in formato pdf)

info: veritaperaldo.noblogs.org

(via fioreblog)