saharawi

Dis-leur que j’existe. Una storia saharawi

SaharawiNell’ambito di
Aperitivi con l’ARCI – 6 uno di noi

ARCI Bolognesi
P.tta San Nicolò – Ferrara
sabato 30 settembre
ore 20.30

Presentazione del documentario
Dis-leur que j’existe, une histoire saharaoui
con
Omar Mih Rappresentante in Italia del Fronte Polisario
Stefano Liberti Giornalista
Massimo Maisto Vice Sindaco di Ferrara

Dis leur que j’existe traccia il ritratto di Naâma Asfari, giurista e militante indipendentista Saharawi, condannato a 30 anni di prigione dal Marocco, e di sua moglie, Claude Mangin, che attraverso le visite carcerarie, riunioni diplomatiche, manifestazioni di sostegno continua a sensibilizzare sulla situazione del Sahara Occidentale e sulla sorte del marito, nella speranza di una liberazione o, almeno, di un nuovo ed equo processo. L’arresto e la sentenza sono state contestate da numerose ONG (Human Right Watch, Amnesty International) e una denuncia internazionale contro il Marocco è stata depositata e giudicata ricevibile dal comitato contro la tortura a Ginevra.
Il documentario, mescolando testimonianze, immagini d’archivio, disegni e animazione ripercorre questa storia e e la lotta per i diritti. (In francese con sottotitoli in inglese)

Oltreconfine
Arci – Ferrara

Ospitalità bimbi saharawi estate 2012: servono volontari!

L’associazione Oltre|Confine è nata nel 2002 per promuovere iniziative concrete per la difesa dei diritti dell’uomo e dei popoli. Oltre|Confine è una associazione  ARCI che opera a Ferrara guardando al mondo.

In città ha contribuito ad organizzare il Festival dei Diritti, numerosi incontri pubblici e nelle scuole sui desaparecidos argentini, gli indigeni zapatisti messicani e sui profughi saharawi. Ha sostenuto il patto di solidarietà tra il Comune di Migliaro e quello di San Andres in Chiapas Messico. Ha promosso  il gemellaggio tra il Liceo Classico Ariosto e il Colegio Nacional di Buoneos Aires.
Da più di dieci anni organizza l’accoglienza nella nostra città di decine di bambini saharawi, rifugiati nei campi profughi algerini, per permettere loro di vivere un periodo di vacanza lontani dal caldo del deserto e conoscere il nostro territorio.

Una delegazione di bambini verrà ospitata anche questa estate, nel mese di agosto. Se sei interessato a partecipare a questa meravigliosa esperienza come volontario, contattaci:

OLTRECONFINE ONLUS
Associazione per i diritti
Via Cittadella 18/a | Ferrara | tel. 0532/241419
info@oltreconfine.info
www.oltreconfine.info

Attacco da parte delle forze di polizia marocchine all’accampamento Saharawi nel Sahara Occidentale

foto_polisarioNel silenzio della comunità internazionale il popolo Saharawi sta subendo una nuova violenta aggressione da parte del governo marocchino, aggressione che rischia di mettere in discussione il già molto precario piano di pace delle Nazioni Unite. I Saharawi da più di 30 anni lottano per il proprio diritto all’autodeterminazione. Dal 1976 una parte di questo popolo è costretto a vivere in esilio nel deserto algerino, in condizioni drammatiche. La nostra associazione ha ospitato ogni estate negli ultimi undici anni alcuni bambini Saharawi, per favorire l’incontro con i bambini italiani e per mantenere alta l’attenzione sulla difficile vita dei rifugiati nei campi profughi. I Saharawi rimasti nel Sahara Occidentale, costretti sotto un’occupazione da parte del Regno del Marocco che sta nuovamente facendosi repressiva, vivono in una condizione ancor più difficile. Il popolo Saharawi ha scelto, dal 1991, la via della trattativa, riponendo la propria fiducia nel processo di pace dell’ONU che doveva culminare in un referendum sull’autodeterminazione che ancora non ha avuto luogo. La scelta di questo popolo di non utilizzare il terrorismo per le proprie rivendicazioni ha paradossalmente occultato la sua giusta lotta. Nelle scorse settimane circa 20.000 Saharawi si erano accampati presso El Laioun, la capitale del Sahara occidentale occupato, per protestare contro la politica del governo marocchino. E’ notizia delle scorse ore che l’accampamento è stato assaltato e distrutto dalla polizia e da alcune bande armate e che numerosi sono stati i morti, i feriti, i dispersi. Le notizie sono confuse e frammentarie poiché a nessuna organizzazione indipendente, a nessun giornalista è permesso di entrare nel Sahara occidentale occupato. Già nelle scorse settimane le autorità marocchine erano state fortemente messe in discussione per la morte di un bambino Saharawi durante alcune proteste. La situazione rischia nuovamente di esplodere e la repressione nei confronti dei Saharawi di farsi ancora più dura. Per questo crediamo che le organizzazioni internazionali, lo Stato italiano e l’Unione Europea debbano far sentire la propria voce, chiedendo al Regno del Marocco di far cessare immediatamente le violenze nei confronti dei Saharawi, di rispettare le risoluzioni dell’ONU e di far svolgere finalmente il referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi. Chiediamo al Comune e alla Provincia di Ferrara – che hanno stretto negli anni scorsi un patto di amicizia con una delle provincie della Repubblica Araba Saharawi Democratica in esilio – di chiedere al nostro governo di intervenire pretendendo il rispetto dei diritti umani e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Associazione Oltreconfine – Ferrara

Assemblea di Oltreconfine il 31 maggio

Ciao a tutti,

è convocata l’assemblea di Oltreconfine il giorno 31 maggio 2010 alle
ore 21.00 presso l’ARCI di Ferrara, Contrada della Rosa 14, in seconda
convocazione.

L’O.d.G. sarà il seguente:

1) Approvazione del bilancio 2009
2) Accoglienza Saharawi
3) Eventuale collaborazione con l’Associazione Casa degli Angeli di Daniele
4) Varie ed eventuali.

Vista l’importanza dei punti all’ordine del giorno, spero riuscirete
ad essere presenti.

Ciao e grazie

Pietro Pinna

Aminatou Haidar ha vinto. Niente sarà più come prima

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Luciano Ardesi, Presidente dell’Associazione nazionale di solidarietà con il popolo sahrawi

aminatouIl coraggio di Aminatou ha vinto. Aminatou Haidar, la militante sahrawi dei diritti umani è rientrata nella notte a El Aiun, senza condizioni. Dopo 32 giorni di sciopero della fame, il Marocco ha ceduto davanti alla sua determinazione di rientrare nel proprio paese, anche se occupato. Il re ha dovuto prendere atto del coraggio e della forza di Aminatou e nello stesso tempo del più grave errore politico compiuto durante i suoi dieci anni di monarchia assoluta espellendo Aminatou verso le Canarie. La questione del Sahara Occidentale è andata sulle prime pagine dei giornali e delle tv, per non parlare del web, dopo vent’anni di oblio, e ciò grazie alla nonviolenza di una donna sahrawi, e
non per il rumore delle armi.

Vincere si può, anche con l’azione pacifica, chiara, determinata, nonviolenta. A niente è servita la repressione selvaggia che ha colpito questa donna, sequestrata per quasi quattro anni, in un centro segreto con gli occhi bendati, picchiata, arrestata, condannata, messa in prigione per altri mesi.

Aminatou Haidar non ha mai smesso di proclamarsi sahrawi, e di rivendicare, prima ancora che per sé, per il proprio popolo il rispetto dei diritti fondamentali a cominciare dal diritto all’autodeterminazione.

Le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono ora prendere in mano risolutamente la questione del Sahara Occidentale. Il Consiglio di sicurezza non può più limitarsi a invitare le due parti, Marocco e Fronte Polisario a discutere. E’ apparso evidente in tutti questi anni che il Marocco non conosce altra lingua che quella della repressione. Il Consiglio di sicurezza deve farsi garante del rispetto dei diritti umani nei territori occupati. La missione dei caschi blu nel Sahara Occidentale (MINURSO) è l’unica delle Nazioni Unite dove la salvaguardia dei diritti umani non sia contemplata tra gli obiettivi. La Francia non ha, oggi come ieri, alcuna ragione per opporsi all’estensione del mandato della MINURSO. Tutti i prigionieri politici sahrawi devono essere liberati, a partire dai sette attivisti dei diritti umani in carcere a Casablanca.

Anche l’UE deve fare la propria parte. Non è ammissibile che chiuda gli occhi davanti alle proprie responsabilità. La vicenda di Aminatou non avrebbe mai avuto luogo senza la complicità della Spagna che ha accettato l’espulsione di Aminatou sul suo territorio. La Spagna deve denunciare una volta per tutte l’accordo con il quale il 14 novembre (lo stesso giorno dell’espulsione di Aminatou verso la Spagna!) 1975 cedette la propria colonia al Marocco e alla Mauritania infischiandosene del diritto all’autodeterminazione solennemente enunciato un mese prima dalla Corte internazionale dell’Aia.

L’UE si appresta a concedere dal 2010 lo status privilegiato al Marocco, ignorando le continue violazioni dei diritti fondamentali tanto nel Sahara Occidentale occupato che nel Marocco stesso.

Questo ennesimo insulto alla dignità e alla libertà tanto dei marocchini che dei sahrawi non può più essere consumato. Inoltre l’UE inizierà i negoziati per un nuovo accordo di pesca col Marocco. Lo scandalo dell’inclusione delle acque del Sahara Occidentale, contrario a tutti i principi del diritto internazionale, deve cessare una volta per tutte.

Niente sarà come prima. Il coraggio di Aminatou ha posto la questione della decolonizzazione sotto una nuova luce.

I dieci giorni ferraresi dei bimbi profughi Saharawi

Dal Resto del Carlino del 21 agosto 2008

Immagine 10SI SONO tanto divertiti a giocare con i loro coetanei ferraresi, lasciati andare ad ‘oh’ di meraviglia vedendo i prati verdi o l’acqua del mare che non conoscevano e hanno gustato, imparando a usare forchetta e coltello, alcuni piatti tipici della nostra zona. Eppure oggi quando partiranno dall’Italia per tornare nel campo profughi a sud ovest dell’Algeria dove normalmente vivono, i nove bimbi (tutti tra i 6 e gli 8 anni) e il quattordicenne portatore di handicap Saharawi ospitati per dieci giorni a Ferrara non saranno tristi perché qui hanno vissuto una bella esperienza ma là ci sono i loro genitori e il loro modo di vivere che li aspetta. L’accoglienza (l’iniziativa, giunta al nono anno, è promossa da Associazione Oltreconfine, Comitato Nati Liberi e Arci Ferrara) ha come obiettivo principale, come ricorda il vicepresidente dell’Arci Paolo Marcolini, quello di sottoporre i bimbi ad un check-up medico, oltre che di toglierli per due mesi (prima di Ferrara erano stati ospitati in altre città) dal caldo torrido del deserto, fare conoscere al mondo la realtà di un popolo da decenni in esilio e fare invece conoscere agli stessi bimbi altri bambini al fine di una loro integrazione con altre culture. Obiettivi centrati, sottolinea Marcolini, grazie alla collaborazione di Comune, Provincia e Azienda ospedaliera.